07 agosto 2008

Elogio alla banana

Se ne parlava ancora alcuni anni fa con qualcuno dei membri della cosca dei padovani, probabilmente con Andrea, ai tempi in cui ancora mostrava velleità ciclistiche corroborate da gamba rasata di fresco e musiche di Paolo Conte.
La banana come snack ante litteram e come esempio di ottimo design naturale grazie alle sue proprierà intrinseche.


La discussione è stata ripresa stamattina insieme ad un paio di colleghi ed ha avuto come frutto (!) una lista di proprietà che decreterebbero la superiorità incontrastata della banana.
Ecco qui le proprietà riconosciute:
  • E' igienica: non necessita di essere lavata prima di mangiarla;
  • E' robusta: può essere trasportata con facilità, senza paura che si rovini o si spiaccichi. Eventuali botte non la rendono immangiabile;
  • E' ergonomica: grazie alla sua forma allungata e leggermente ricurva può essere facilmente infilata in tasca (cosa che non si può fare con la frutta di forma simil-sferica) senza limitare eccessivamente i movimenti. Se posizionata con accuratezza può suscitare anche un senso di ammmirazione e/o invidia, per non dire desiderio. Inoltre, se appoggiata su un piano inclinato non scivola e non rotola giù dal sedile dell'automobile in frenata, andando persa per sempre;
  • E' pratica: si può mangiare senza sporcarsi le mani;
  • E' nutriente: lo sanno tutti che è ricca di potassio, quindi non mi dilungo troppo su questo punto;
  • E' facile da individuare: grazie al suo colore giallo può essere rinvenuta con facilità anche nelle stanze incasinatissime degli studenti universitari;
  • Si conserva bene anche a temperatura ambiente e per parecchi giorni.
Alla luce di questi questi suoi innegabili pregi, la banana entra secondo me di diritto nell'olimpo degli oggetti ai quali non si può rinunciare. Visto che comunque questo è un blog democratico (seppur poco serio), invito tutti ad aggiungere argomenti a favore (o a sfavore) della tesi sulla superiorità della banana. Vediamo fino a dove riusciamo a spingerci!
Io, nel frattempo, vado a fare merenda con una bella banana della mensa irst.

alberto



27 maggio 2008

Questo post non ha matrice politica

La volta scorsa si parlava del ragazzo di Verona ucciso a calci e pugni per aver rifiutato una sigaretta. A commettere quel gesto erano stati quattro esponenti in qualche modo connessi ai movimenti giovanili di estrema destra. I media però hanno fatto notare che l'aggressione NON AVEVA MATRICE POLITICA.

Qualche giorno fa una banda (una volta l'avrebbero chiamata squadraccia) munita di spranghe, assi e sciarpe per coprire il viso ha perpetrato un'azione "punitiva" in un quartiere multietnico della capitale. Si dice che la questione riguardasse una storia di borseggio, di soldi non restituiti, di questioni di quartiere. Sta di fatto però che la banda è fuggita nel nulla lasciandosi alle spalle vetrine spaccate, qualche lesione e un bel po' di terrore xenofobo. Anche qui qualcuno ci ha tenuto molto a puntualizzare che l'aggressione NON AVEVA MATRICE POLITICA.

Oggi all'Università di Roma un ragazzo appartenente ai collettivi di sinistra è stato accoltellato da qualcuno che evidentemente non la pensava come lui. A quanto pare stava manifestando contro un'assemblea di un ormai noto movimento di estrema destra. Sto solo aspettando che qualcuno trovi una qualche interpretazione alternativa a quella autoevidente per questo fatto. Aspetto che poi qualche giornale riferisca che l'aggressione alla Sapienza NON AVEVA MATRICE POLITICA.

Quanto tempo ci vorrà prima che la gente apra gli occhi?

05 maggio 2008

Di tutta l'erba un fascio

Un governo in fieri che include esponenti politici di un partito razzista e xenofobo. Una campagna elettorale incentrata sul tema della sicurezza, o meglio della insicurezza, vera o presunta, delle nostre città. Il nuovo sindaco di Roma accolto dal saluto romano di tante persone. E poi, qualche giorno fa, un ragazzo ridotto in fin di vita per aver rifiutato una sigaretta. Non sono io a dirlo, bensì fonti di informazioni molto più autorevoli, che le persone responsabili di questo immotivato e brutale pestaggio appartengono allo stesso movimento di estrema destra che salutava Alemanno nel giorno della sua elezione. Forse non brillo di originalità se mi permetto di connettere i due avvenimenti, ma è il silenzio dei cittadini e soprattutto della nostra classe politica che mi muove ad esperimere qui la mia rabbia e la mia inquietudine. E' l'indifferenza delle persone che giustiustifica un ulteriore messaggio. Non si tratta ormai di casi isolati, ogni giorno i qutidiani riportano avvenimenti che documentano il preoccupante spostamento verso una cultura dell'impunità nei confronti dei vincitori, a prescindere da cosa essi facciano. Il fatto che le elezioni politiche, ed in alcuni casi anche le amministrative, siano state vinte dal centro-destra non giustifica affatto atti di violenza o di mancato rispetto. In ogni braccio alzato, in ogni aggressione, si rispecchia la non-cultura vigliacca di chi agisce perché è consapevole dell'indifferenza (per non dire compiacenza) di chi è al potere. Ma dopotutto non si può pretendere che chi è stato eletto si lanci contro i propri elettori. Ma l'opposizione invece cosa fa? Tace. O quando parla fa davvero cadere le braccia. Come D'Alema che, in uno sforzo bipartisan, si lancia in un moto di supporto verso Calderoli e la sua maglietta anti-islam. Ed i media, che dovrebbero esssre "i cani da guardia del padrone" cosa fanno? Commentano senza sbilanciarsi più di tanto. Non si capisce se le foto (agghiaccianti) della festa per l'elezione del sindaco della capitale siano di condanna, di testimonianza o di supporto. E il popolo cosa fa? Si gira dall'altra, forse per paura o forse per puro disinteresse, abituato ormai a pensare che non ci sia davvero niente da fare, rassegnato ormai alla distanza incolmabile che viene percepita tra classe politica e cittadini. Con l'indifferenza con la quale si porge una sigaretta ad uno sconosciuto.

08 marzo 2008

Piccoli post monouso /3 - avevo parlato troppo presto

A chi si sia per caso chiesto dove siano i post promessi dico che ieri avevo parlato troppo presto. La congiuntura astrale di cui parlavo ieri è svanita in fretta a causa della sparizione improvvisa del segnale wireless che qui a casa 'rubo' ad un vicino compiacente o almeno non troppo accorto. Le idee restano però...

Inciso: ma perché cacchio, per un motivo o per l'altro, nelle mattine del fine settimana non riesco mai a dormire quanto vorrei? Ieri mattina sono stato svegliato da una telefonata alle 9.15 e poi, dieci minuti dopo, dalla mia coinquilina che, con un entusiasmo tutto suo, mi voleva mostrare un pezzo di collage sartoriale di dubbio gusto che lei definisce "una maglietta customizzata con le sue mani". Le avrei tirato un martello in mezzo agli occhi. Con entusiasmo tutto mio, s'intende.
Oggi invece è venuto lo zio di Tomi a prendere delle cose che Tomi aveva lasciato qui a casa. Si era detto alle 10.30. Con puntualità israelo-ungherese, questo è arrivato con un'ora di anticipo. MI ha svegliato il suono ripetuto del campanello. Mi sono presentato alla porta che sembravo un morto vivente. Lui invece, aspetto scattante in tenuta da jogging, sembrava in piedi dall'alba dei tempi. Spero che almeno si sia reso conto di avermi svegliato. Ormai sono in piedi. Buongiorno mondo.

Inciso nell'inciso: come musica di risveglio ho ascoltato Hallelujah suonata da Jeff Buckley.

Fine dell'inciso, e dell'inciso nell'inciso, e già che ci siamo anche del post.

a.

Piccoli post monouso /2 - primaverestate

Da qualche giorno è arrivata la primavera, tanto simile a quella che, utilizzando i parametri trentini, di solito chiamo estate. La stavo aspettando da qualche settimana. Terribilmente stufo del vento fortissimo e della pioggia di traverso, della casa impossibile da riscaldare e dei fornellini a ventola, dei maglioni e delle scarpe invernali. Pregustavo il momento in cui avrei potuto finalmente uscire in pantaloni corti e sandali, godendo del sole finalmente caldo e del cielo senza nuvole e del mare così vicino.
Oggi ce l'ho fatta. Stamattina ho sciabattatto con le mie crocs nuove nuove fino ad Hadar per il consueto appuntamento con Nir e Rinat per l'hummus del venerdì da Abu Maroon (non buono come Said ad Akko, ma comunque una qualità notevole). Poi mi sono trascinato a pancia piensissima ad una festa di strada organizzata dai miei amici alternativoni di Bat Galim. Suonava (si può dire?) un gruppo rap tedesco. In quattro sul palco, unici strumenti i microfoni ed un Mac. La gente ballava serena e io mi sono bevuto un paio di birrone in compagnia di Omer e Roee. L'atmosfera era molto piacevole, da pomeriggio (f)estivo. Quanto normale sembra questo paese se si giudica da momenti come questi. Chissà quanti dei presenti stavano pensando ai fatti di ieri, a quanto la pazzia umana può essere crudele. Cissà quanto la voglia di non pensare riesce a prevalere sulla rabbia e la paura. Ma questo non è l'argomento di questo post. Sto andando fuori tema.
Dopo la festa mi sono rifugiato dai miei amici incinti per un tè e per guardare il tramonto dalla loro terrazza. Camminando verso casa loro mi sono ritrovato per caso nel punto esatto in cui lo scorso 6 settembre (giorno del mio arrivo ad Haifa) lo sherut preso all'aeroporto mi ha scaricato insieme ai miei bagagli ed alle mie aspettative. Quante cose sono cambiate da allora, quante cose sento di aver imparato. Il paragone tra i due momenti mi ha fatto sentire bene. Mi ricordo quanto perplesso fossi riguardo a quel quartiere (Hadar) e sorrido pensando a quanto ora invece io mi ci senta a casa.
E' arrivata la primavera finalmente. MI sento semplicemente bene.

a.

07 marzo 2008

Piccoli post monouso /1 - Intro

La mia latitanza dal blog è diventata ormai più la regola che un'eccezione. Non mancano però le cose di cui vorrei scrivere. Alle volte manca la voglia, altre volte il tempo, altre volte la rete. Oggi, per una strana congiuntura astrale tutti questi fattori hanno risposto prontamente all'appello e quindi è meglio approfittarne. Preferisco però scrivere qualche post breve, piuttosto che un capitolone palloso riguardo a queste ultime settimane. Vediamo cosa ne esce. Buona lettura.

alberto

06 febbraio 2008

A grande richiesta...

Cari amici, eccomi di nuovo qui. Con un mese in più di Israele sulle spalle, senza un governo, con la barba più lunga e con la voglia che l'inverno se ne vada in fretta, vista la mancanza di riscaldamento a casa mia. E visto che oltre al riscaldamento manca anche la connessione ad internet, sto scrivendo questo post da un bar. Ma non da un bar qualsiasi, sto parlando del CafeNeto, il posto che in questi ultimi tempi ha acquisito la funzione di seconda casa. Si mangia piuttosto bene (soprattutto la minestra di zucca), c'è la rete gratis, il lunedì si ascoltano Udi e i suoi amici che suonano il jazz di quando loro erano giovani e il giovedì sera invece ci sono sempre concertini di generi diversi. E le facce che girano sono sempre le stesse, molti con il computer come me, altri invece (più saggi) semplicemente con un bicchiere di vino (al motto di - internet + cabernet, che in galilea lo fanno buono).
Oggi sono stato a Gerusalemme per assistere ad alcuni esperimenti alla Hebrew University. G. è una città incredibile, non mi stancherò mai di dirlo. Anche senza necessariamente andare nella città vecchia l'aria che si respira è magica, le persone sembrano più simpatiche e tutta la tensione che caratterizza la città sembra essersi nascosta non si sa dove.
Una novità: forse ho trovato degli amichetti con i quali suonare un po' di rock n' roll. Non sarà la band che vincerà un disco di platino ma almeno ci si diverte e soprattutto posso suonare un buon basso. Per gli esperti in materia si tratta di un vecchio jazz bass sul quale hanno montato un humbucker al ponte. Suona che è una potenza, o forse semplicemente è una mia impressione dopo tanta astinenza. Vi faccio sapere le date dei concertini, se ce ne saranno.
La settimana prossima mezzo irst si trasferisce in terrasanta, sarà l'occasione per fare qualche giretto, bere qualche birra in italiano ed invitare tutti nella mia casetta per una bella spaghettata (se qualcuno degli interessati mi legge, ricordatemelo!).
Ecco qui, ho fatto il mio dovere, mi sono fatto sentire dopo tanto tempo. Ammiro Lorenzo ed Oscar (i link dei loro blog nella colonna a destra) per la costanza e per i contenuti.
Ora mi sa che mi cacciano, si è fatto tardi. Domani yom hamishì, ossia giovedì, ossia ultimo giorno della settimana lavorativa. Ultimo sforzo e poi mi aspetta un rilassante weekend.
Saluto e abbraccio tutti.

Alberto